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Ci siamo. Parte il nuovo progetto Emilia-Romagna, per un futuro all’altezza della sua storia e delle sue enormi potenzialità.
Non solo un elenco di cose da fare, ma soprattutto un’idea di società da realizzare insieme: è un cantiere aperto fino al 18 dicembre, a cui vi chiedo di partecipare.

Ho fissato 4 obiettivi strategici declinati in idee e progetti ambiziosi ma concreti. Per ogni obiettivo ho indicato il progetto di partenza ed il “passo avanti” da compiere.

Emilia-Romagna: regione della conoscenza

Faremo di questa regione il territorio più avanzato sul piano dell’educazione e della conoscenza. Il nostro obiettivo è offrire alle persone gli strumenti e le competenze oggi necessari per non subire il cambiamento nel mondo globale e nell’era digitale, ma per coglierne le opportunità, crescere, vivere e lavorare in una società che vogliamo solidale, dinamica e aperta.

Siamo la regione in cui sono nati i primi nidi comunali e di quartiere, quella delle materne studiate in tutto il mondo, in cui grandi pedagogisti, insieme a migliaia di insegnanti, hanno dimostrato sul campo che cos’è la scuola dell’accoglienza, dell’inclusione e dell’innovazione didattica che diventa innovazione sociale. È nelle nostre scuole, prima che altrove, che si è affermato il tempo pieno come vero progetto educativo. Qui gli istituti tecnici e professionali hanno trasmesso ad intere generazioni di emiliano-romagnoli quella cultura di impresa e del lavoro che è diventata il motore dello sviluppo industriale e della crescita sociale del territorio regionale. Sempre in Emilia-Romagna, sono nate le più antiche università del mondo occidentale, Bologna, Parma, Modena e Ferrara, Atenei d’eccellenza che da mille anni continuano ad accogliere e formare studenti da tutto il mondo. In Emilia-Romagna da sempre affidiamo all’educazione, alla conoscenza e alla ricerca il compito di migliorare la società.

Oggi dobbiamo fare un passo avanti, investendo ulteriormente sul sistema educativo, formativo e culturale, per assicurare a tutte le persone, nessuno escluso, il diritto di accedere in modo critico alle informazioni, usufruire dei servizi, entrare in un mercato del lavoro in costante evoluzione. L’educazione e la formazione sono la leva più forte per contrastare la marginalità sociale e il lavoro dequalificato, precario e mal retribuito; per ridurre le disuguaglianze e per garantire mobilità e coesione sociale; per accrescere la competitività e l’attrattività della nostra regione; per non subire il cambiamento, ma per determinarlo.

Il futuro è anzitutto una costruzione culturale e il futuro di un territorio è sempre più l’esito dell’investimento sulle persone che lo abitano. Questa è la nostra priorità anche per generare lavoro nuovo e lavoro buono. Investiremo in servizi e in nuove politiche attive del lavoro, in informazione ed orientamento per i ragazzi e le famiglie. Vogliamo creare un’infrastruttura educativa e formativa capace di dialogare sistematicamente con le istituzioni e le aziende. Vogliamo realizzare percorsi coerenti con le specializzazioni del territorio e con le trasformazioni sempre in atto a livello globale, e corrispondere alle aspettative dei giovani, dando loro più spazio e più valore nelle imprese, nelle università, nel sistema della ricerca e nelle istituzioni. Per far sì che i giovani emiliano-romagnoli rimangano su questo territorio e per attrarre talenti e competenze.

Consideriamo la cultura un motore di democrazia e di sviluppo sociale, di identità e di crescita personale, di innovazione e di nuova occupazione. In 5 anni abbiamo triplicato le risorse per la cultura, in controtendenza col resto del Paese. Per ogni euro investito dal pubblico la società ne ha generati cinque. Vogliamo sostenere le istituzioni culturali e l’industria creativa di questo territorio perché anche così si crea lavoro. Ma soprattutto perché è il modo migliore per far crescere la società. Per avere cittadini più forti, più autonomi, più liberi. Non si parte dall’economia, si parte dalle persone.

“Una società più giusta ha al centro le persone, non il solo profitto”

Un passo avanti

  1. Nido gratuito senza più liste d’attesa. Da servizio a domanda individuale a diritto educativo per tutti i bambini e le bambine dell’Emilia-Romagna. Si tratta del più grande investimento sulle persone e sulle famiglie forse mai realizzato, per un servizio educativo che sia porta d’ingresso per tutti i più piccoli in una società più coesa e più giusta. È la prima scelta e la più coerente che possiamo compiere per offrire, davvero a tutti, pari opportunità e rimuovere gli ostacoli determinati dalle diverse condizioni sociali di partenza, creando i presupposti per promuovere il successo formativo e contrastare la dispersione scolastica. Ed è la prima scelta da sostenere anche per rispondere alle esigenze delle giovani coppie, promuovendo l’occupazione femminile e la natalità. Proponiamo quindi al sistema territoriale dell’Emilia-Romagna un grande piano di ampliamento dei servizi e degli spazi educativi, valorizzando tutte le esperienze già presenti all’interno di un processo di accreditamento che fissi standard di qualità per i bambini e le famiglie, le lavoratrici e i lavoratori. È positivo che anche il Governo nazionale si ponga oggi l’obiettivo di abbattere le rette, come noi abbiamo iniziato a fare dallo scorso settembre. Adesso vogliamo fare un altro passo avanti per essere la prima regione che rende universale e gratuito il servizio educativo. Se vuoi costruire una società più giusta devi partire dalle bambine e dai bambini.
  2. Inglese per i più piccoli, per preparare oggi i cittadini del mondo di domani. Se vogliamo costruire una comunità della conoscenza aperta al mondo, in grado di accogliere investimenti e turisti, di produrre beni e servizi ad alto valore aggiunto e di esportare i nostri prodotti, è essenziale innalzare strutturalmente le competenze linguistiche di tutta la comunità, a partire dai più piccoli. Intendiamo pertanto sostenere, valorizzare ed estendere le esperienze di alfabetizzazione alla lingua inglese nei nidi e nelle scuole d’infanzia per assicurare a tutte le bambine e a tutti i bambini buone competenze di base già al momento di ingresso nella scuola dell’obbligo.
  3. Più educazione alla musica e allo sport. Ogni famiglia deve avere l’opportunità di iscrivere i propri figli ad attività che promuovano socialità, benessere e integrazione. Così è la musica, così è lo sport. Destineremo risorse e nuove progettualità a questo obiettivo, da una parte valorizzando le tante scuole civiche di musica attive in EmiliaRomagna, dall’altra sostenendo le numerosissime realtà sportive e la loro vocazione a riempire piscine, campi da gioco e palestre per garantire a grandi e piccoli il diritto di fare sport ad ogni livello. Con un’attenzione particolare alle famiglie in difficoltà, perché la disponibilità di reddito non diventi un discrimine all’educazione alla musica e alla frequentazione della pratica sportiva per i figli.
  4. Azzeriamo la dispersione scolastica. La maggior parte delle ragazze e dei ragazzi oggi in età scolare farà lavori che ancora non esistono. Perché questo possa avvenire e l’ingresso nel lavoro non diventi una barriera insuperabile, avranno bisogno di maggiori conoscenze, a partire da quelle di base. È già così oggi, con un mercato del lavoro diventato sempre più esigente e selettivo. Valorizzando le esperienze già maturate dal nostro sistema formativo, vogliamo garantire ad ogni studente a rischio di abbandono percorsi personalizzati sempre più innovativi in termini di didattica, affinché tutti siano messi nelle condizioni di conseguire un titolo di studio.
  5. Diritto allo studio al 100%. Garantiremo borse di studio scolastiche e universitarie e servizi adeguati a tutti coloro che per merito e condizioni sociali ne avranno diritto, come prescrive l’articolo 34 della Costituzione. Riserveremo più attenzione alle fragilità e servizi aggiuntivi agli studenti disabili e alle loro famiglie perché è anzitutto attraverso i percorsi scolastici e formativi che si creano pari opportunità. Per far fronte all’aumento straordinario di giovani che scelgono le nostre università e rafforzare ulteriormente l’attrattività del nostro sistema dell’alta formazione, insieme ai Comuni e agli Atenei, investiremo ulteriormente in residenze e alloggi.
  6. Nuove competenze per tutti. La grande trasformazione della società, oltre ad insidie e contraddizioni evidenti, porta con sé opportunità per nuovi lavori e nuove imprese. Per non subire le prime e poter cogliere le seconde servono una solida cultura di base e competenze tecniche e scientifiche sempre più specializzate; le stesse che cercano le imprese per diventare più competitive e internazionali. Investiremo in servizi di orientamento per dare ai giovani e alle loro famiglie gli strumenti per comprendere la complessità e scegliere senza stereotipi di genere. Investiremo in percorsi che sappiano sviluppare un approccio interdisciplinare al sapere. E investiremo in un Piano straordinario per le competenze digitali, tecniche e scientifiche per agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro dei più giovani, per migliorare le competenze di chi già lavora e per il reinserimento lavorativo di chi, da adulto, sceglie o è costretto a cercare una nuova occupazione.
  7. Scuole più sicure, moderne ed efficienti. In questi ultimi 5 anni, grazie a fondi europei, nazionali, regionali e degli enti locali, sono stati realizzati oltre 900 interventi di edilizia scolastica. Non basta: l’obiettivo che ci diamo, anche attraverso la nostra proposta di autonomia regionale, è la costituzione di un Fondo regionale in cui poter convogliare le risorse disponili e un Piano pluriennale attraverso cui programmare e realizzare interventi di messa in sicurezza e di efficientamento degli edifici, per migliorare la qualità degli spazi educativi e dotarli al 100% della connessione alla banda ultralarga. Con una particolare attenzione alle scuole di montagna, veri presidi della comunità.
  8. L’Emilia-Romagna cresce con la Cultura. Vogliamo realizzare politiche sempre più innovative per la musica, promuovendo quella dal vivo, sostenendo le scuole nell’alfabetizzazione musicale, incentivando nuove produzioni, nuovi autori e la nascita di nuove imprese, anche attraverso la Music Commission istituita nel 2019, la prima in Italia. Faremo un passo avanti anche per lo spettacolo dal vivo, dando nuovo sostegno ai 26 teatri storici dell’Emilia-Romagna, ai piccoli teatri e alle tante realtà di produzione e di sperimentazione. Vogliamo una regione piena di cinema, sostenendo rassegne e iniziative di diffusione della cultura cinematografica, la programmazione delle sale e lo sviluppo di nuove produzioni per potenziare, con la Film Commission, l’attrattività del territorio come immenso set cinematografico. Amplieremo le opportunità di formazione per dare ai giovani la possibilità di esprimere passioni e talenti ed acquisire competenze per lavorare nella cultura, che in Emilia-Romagna è sempre più anche una straordinaria industria che crea lavoro.
  9. Un grande piano di valorizzazione del patrimonio culturale. I musei, gli archivi e le biblioteche sono i luoghi dedicati alla trasmissione della cultura, della storia e della memoria. Un patrimonio che – insieme all’Istituto per i Beni artistici, culturali e naturali
    – grazie alla nostra proposta di autonomia regionale, intendiamo sostenere e
    promuovere con nuovi progetti di valorizzazione per accrescerne l’accessibilità e la
    fruizione per un pubblico sempre più ampio. Nei prossimi 5 anni, poi, attraverso un piano regionale di potenziamento, vogliamo anche lanciare un progetto mirato di potenziamento delle biblioteche scolastiche, così importanti per educare i più piccoli e i giovani alla lettura. La storia e la memoria del ‘900, infine, saranno oggetto di importanti iniziative di ricerca e divulgazione, da realizzare insieme alla rete degli istituti storici, riconoscendo in esse un capitale imprescindibile per la coscienza collettiva della nostra comunità.
  10. Architetture dell’innovazione. La competizione globale premia oggi quei sistemi territoriali in grado di valorizzare sinergie tra materiale e immateriale, passato e presente, scienza e arte, tecnologia a artigianalità, identità e visioni di futuro. In tutto il mondo è attiva una “architettura” dell’innovazione che, grazie a questo dialogo, ha rivitalizzato pezzi di città e intere periferie, trasformando edifici di archeologia industriale in spazi per la cultura e la creatività: acceleratori, incubatori, coworking, fab-lab. Insieme agli enti locali vogliamo rigenerare l’enorme patrimonio pubblico e privato dismesso di questo territorio per offrire opportunità e servizi innovativi che permettano, in particolare ai giovani, di condividere idee e linguaggi, competenze ed esperienze, realizzare progetti collettivi e coltivare la propria creatività e la propria idea di lavoro.

“Investiamo sul nostro patrimonio più grande: i figli.”

Emilia-Romagna: regione dei diritti (e dei doveri)

Vogliamo estendere la rete di protezione sociale e dei servizi a tutte le persone, senza distinzione di reddito, perché questo è il tratto distintivo dell’Emilia-Romagna. A tutti chiediamo in cambio il rispetto delle regole, perché una comunità è davvero tale se tutti godono degli stessi diritti e adempiono ai medesimi doveri. Le regole sono le fondamenta della democrazia e una società dei diritti e dei doveri è una società giusta ma esigente. E noi vogliamo che l’Emilia-Romagna continui a crescere nella giustizia sociale, nella sicurezza e nella legalità.

In un’economia avanzata come la nostra, accanto alla manifattura, i servizi rivestiranno un ruolo crescente e saranno una componente sempre più cruciale del Pil. Il Welfare assumerà un peso economico e occupazionale sempre più rilevante. Al tempo stesso, come già in passato, i servizi sociali saranno la precondizione per la sostenibilità sociale. La nuova composizione della famiglia, con nuclei sempre più ridotti, l’invecchiamento della popolazione, il calo della natalità, l’aumento delle povertà e la gestione dei flussi migratori sono le principali sfide con cui anche l’Emilia-Romagna deve fare i conti. Dobbiamo dunque compiere una scelta chiara di impianto su cui investire risorse, energie e progettualità diffuse.

La centralità del pubblico è il secondo tratto distintivo dei servizi dell’Emilia-Romagna: non in contrapposizione al privato, ma nel ruolo imprescindibile di regolatore e di garanzia nell’accesso; nondimeno, nella gestione del cuore dei servizi stessi. È a partire da questo impianto che possiamo generare innovazione sociale, promuovere nuova occupazione e sviluppare sinergie proficue col terzo settore e con le imprese sociali, valorizzandone progettualità e capacità di iniziativa.

In una società che cambia si aprono conflitti crescenti nell’accesso ai servizi, segnatamente alla base della piramide sociale. Che si parli di lavoro o di casa, di sanità o assistenza, il primo antidoto è contrastare la povertà e sostenere i ceti medi. Il secondo è rafforzare l’impianto universalistico dei servizi stessi, garantendoli ovunque, nelle aree interne, nelle zone rurali, in montagna, e ampliando la possibilità di accesso per non contrapporre ultimi e penultimi. Peraltro, le nuove tecnologie digitali consentiranno di sviluppare nuovi modelli di intervento nel campo del welfare, riducendo le disparità e consentendo di personalizzare gli interventi e le azioni.

Massimo impegno sarà dedicato a salvaguardare produzione e posti di lavoro delle aziende in crisi, supportarne la reindustrializzazione e, sostenere percorsi personalizzati di ricollocazione dei lavoratori.

Il nostro obiettivo è riconoscere la diversità, l’irriducibilità e la molteplicità delle differenze, contrastare ogni forma di discriminazione, garantire pinea cittadinanza a tutte le persone a prescindere dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, promuovere pari opportunità per tutte e tutti, fornendo servizi e risposte che rimuovano gli ostacoli alla piena partecipazione al lavoro e alla vita sociale della comunità, come prescrive l’art. 3 della Costituzione. C’è chi vorrebbe dividere le persone, noi vogliamo ridurre le disuguaglianze per costruire una comunità.

Un passo avanti

  1. Diritto alla salute. Il servizio sanitario regionale, pubblico e universalistico, deve assicurare le migliori cure a tutti i cittadini, senza distinzione di reddito e con tempi di accesso conformi ai migliori standard. E noi crediamo che il pubblico, nell’accezione indicata, possa assicurare maggiori garanzie di equità e di efficacia rispetto agli altri modelli. A fronte dei buoni risultati conseguiti in questi anni nel taglio delle liste d’attesa per visite ed esami, permangono problemi sia nei tempi d’accesso agli interventi programmati, sia di permanenza nei pronto soccorso. Il primo obiettivo della prossima legislatura sarà quello di abbattere questi tempi e queste liste d’attesa, raggiungendo gli standard fissati. Il secondo sarà investire ulteriormente in innovazione e competenze, professionisti e tecnologie per far in modo che tutti i cittadini possano accedere, gratuitamente, ai migliori trattamenti che il progresso scientifico offre. Dunque, massima qualità per tutti e non solo per chi può pagarsela.
  2. Prevenzione è benessere. Nel 2019 abbiamo approvato la legge per la prevenzione più avanzata d’Italia. Il concetto introdotto di “salute in tutte le politiche” sarà la guida per gli interventi che, coordinando gli assessorati regionali, i territori e le istituzioni locali, realizzeremo nei prossimi cinque anni per promuovere stili di vita sani, contrastare le dipendenze, prevenire le malattie acute, croniche e la non autosufficienza. Siamo stati Regione capofila nell’introduzione dell’obbligo vaccinale, conseguendo risultati estremamente rilevanti in poco tempo: non intendiamo arretrare di un passo e vogliamo diffondere informazione e consapevolezza perché questo è il compito del pubblico, perché questo è progresso sociale e perché migliorare la vita di ciascuno significa migliorare la vita dell’intera società.
  3. Prendersi cura. Misureremo l’efficacia della nostra azione di governo a partire dalla qualità della vita che sapremo garantire alle persone in condizioni di non autosufficienza e a coloro che se ne prendono cura. Per fare un vero passo avanti, prima di tutto, aumenteremo ulteriormente il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza, già ora il più consistente d’Italia, con il duplice obiettivo di consolidare e qualificare i servizi esistenti e di svilupparne di nuovi, sempre più personalizzati, per permettere alle persone con ridotta autonomia di continuare a vivere nelle proprie case e nel migliore dei modi. In sinergia con gli enti locali e il terzo settore promuoveremo innovazione sociale attraverso la domiciliarità protetta, l’abbattimento delle barriere architettoniche, il ricorso alla domotica, la valorizzazione di reti di solidarietà per contrastare isolamento e solitudine. Vogliamo sostenere con più forza le migliaia di figli, mogli, mariti, genitori e amici che si prendono cura e assistono anziani e disabili gravi o gravissimi. Per primi in Italia ci siamo dotati di una legge sui caregiver, per tutelarli ed aiutarli concretamente, condividendo con loro progetti e programmi. Guardando alle migliori esperienze già realizzate a livello europeo, abbiamo finanziato un fondo dedicato che permetterà di avviare iniziative personalizzate per supportare chi assiste nei bisogni di sollievo e cura. Al contempo, l’infrastrutturazione a banda larga del territorio consentirà di sviluppare nuovi servizi innovativi che miglioreranno la qualità degli interventi, anche favorendo la partecipazione delle grandi risorse di volontariato di cui la nostra regione dispone.
  4. Un nuovo piano per la Casa. Daremo nuova centralità alle politiche per la casa, diritto fondamentale delle persone, requisito di cittadinanza e di sicurezza sociale. Anche a partire da una profonda revisione della legge regionale sulle politiche abitative, per adeguarla alle mutate condizioni sociali generali e di mercato delle abitazioni, vogliamo innovare le regole e le politiche per realizzare un vero e proprio Piano Casa, come da troppi decenni non se ne sono più visti nel nostro Paese. Anzitutto per incrementare la disponibilità degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica attraverso la riqualificazione e la rifunzionalizzazione del patrimonio esistente, ma anche per sviluppare progetti innovativi di Edilizia Residenziale Sociale che rimettano in gioco il troppo patrimonio privato fuori dal mercato. A partire dalle migliori esperienze realizzate in alcuni territori della regione – tra queste le Agenzie Casa – vogliamo introdurre nuovi strumenti e modalità di incontro tra domanda e offerta, in cui il pubblico svolga un ruolo di garanzia e di leva per l’adattamento e la gestione di migliaia di alloggi vuoti. Un nuovo sistema che coinvolga le ACER e le Agenzie esistenti per la parte pubblica, le cooperative di abitazione, quelle a proprietà indivisa e le imprese interessate sul fronte privato, le associazioni dei piccoli proprietari e i sindacati degli inquilini sul fronte della rappresentanza. L’adeguamento del patrimonio dovrà rispondere sempre più alle nuove esigenze legate alla qualità dell’abitare, alla sostenibilità dei costi, alla sicurezza e all’efficienza energetica degli edifici. Infine, come abbiamo iniziato a fare nella passata legislatura, assoceremo agli interventi di rigenerazione e riqualificazione urbana anche quelli di adeguamento e qualificazione dell’edilizia pubblica o sociale, affinché la qualità dei quartieri e degli alloggi più vecchi crescano insieme.
  5. Salute e sicurezza sul lavoro. In Emilia-Romagna il lavoro è un valore e la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ne sono una componente imprescindibile. Eserciteremo tutte le competenze che la Regione ha in materia perché salute e sicurezza sul lavoro siano al centro delle priorità istituzionali e sociali, contrastando anzitutto l’affermarsi di forme di lavoro e di impresa che violano i diritti dei lavoratori e le regole della concorrenza, a partire dal precariato e dalle esasperazioni della gig economy, fino al lavoro irregolare e al lavoro nero, con un’attenzione particolare ai fenomeni del caporalato e delle false cooperative. In questi termini, salute e sicurezza assumeranno una nuova centralità anche all’interno del nuovo Patto per il Lavoro che proporremo di sottoscrivere a tutte le rappresentanze istituzionali, economiche e sociali della regione. Concretamente, rafforzeremo il Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro e il coordinamento con le diverse istituzioni competenti in materia; promuoveremo la sorveglianza congiunta nei settori più a rischio (in primis edilizia, logistica, agricoltura) e definiremo nuovi piani mirati di prevenzione, unitamente ad azioni che possano generare una cultura condivisa della salute e sicurezza sul lavoro. In Emilia-Romagna vogliamo imprese responsabili, dove innovazione e qualità del lavoro procedano sempre di pari passo.
  6. Autonomia e dignità del lavoro. Il lavoro è autonomia e dignità e noi vogliamo aumentare il numero di persone con disabilità che possano realizzare un proprio progetto di vita attraverso il lavoro. Per raggiungere l’obiettivo occorre sensibilizzare ulteriormente le imprese (anche quelle non soggette ad obbligo di assunzione), rafforzare i servizi di collocamento mirato, garantire maggiori contributi per agevolare la mobilità casa-lavoro e per l’adattamento dei luoghi di lavoro alle necessità delle singole persone. Alle persone più fragili e vulnerabili garantiremo percorsi personalizzati che integrino servizi e politiche attive del lavoro, aiuti economici e interventi di natura sanitaria.
  7. Rete Attiva per il Lavoro. Impegneremo il prossimo triennio a trasformare radicalmente i Centri per l’Impiego per garantire servizi di standard europeo. Grazie agli investimenti nazionali e regionali in corso, che assicureranno più personale, nuove strumentazioni informatiche e interventi di riqualificazione degli spazi, vogliamo erogare servizi nuovi e sempre più personalizzati sia per chi cerca lavoro, sia per le imprese intenzionate ad assumere. Il nostro obiettivo, attraverso l’Agenzia Regionale per il Lavoro, è offrire a tutti i ragazzi un canale di accesso al mondo del lavoro che, in tempi certi e con percorsi pienamente personalizzati, risulti davvero efficace; così come vogliamo garantire orientamento e formazione efficaci alle persone che scelgono o sono costrette a cambiare occupazione in età adulta. Un investimento che permetterà all’Agenzia anche un maggior coordinamento dei soggetti privati accreditati affinché, come Rete Attiva per il Lavoro, siano garantiti servizi di qualità. Pubblico e privato, in questo progetto, non sono in concorrenza, ma operano in sinergia per generare opportunità e nuova occupazione.
  8. Una Regione amica delle donne e rispettosa delle differenze. Vogliamo una società più forte e coesa: per questo è essenziale che le donne acquisiscano più potere e autonomia nella vita privata e in quella pubblica, con un maggior grado di presenza e un nuovo protagonismo nelle imprese e nelle istituzioni. Troppe donne ancora oggi faticano ad entrare e rimanere nel mercato del lavoro, troppo spesso percepiscono retribuzioni inferiori ai colleghi, in misura assai ridotta raggiungono posizioni dirigenziali. Si tratta di barriere sociali e culturali che, oltre a discriminare le donne, impediscono alla società nel suo insieme di crescere e di crescere bene. Barriere che intendiamo abbattere con la formazione e l’informazione, con l’orientamento e il sostegno a modelli organizzativi di lavoro più flessibili – così come abbiamo fatto in Regione con lo smart-working – e con un nuovo welfare. Il nuovo Patto per il Lavoro dovrà permetterci di fare un passo avanti anche in questa direzione. Più in generale, vogliamo un’Emilia-Romagna impegnata a prevenire, contrastare e condannare ogni forma di discriminazione di genere o di orientamento sessuale, che riconosca le diversità e sostenga in ogni ambito i diritti e le pari opportunità, con servizi di qualità e con particolare attenzione per quelli a supporto delle donne che subiscono violenza.
  9. Valore alle famiglie e alla natalità. Come abbiamo iniziato a fare in questa legislatura in diversi ambiti, un’attenzione più forte vogliamo dedicarla alle famiglie con figli e, in particolare, a quelle numerose: non solo perché riconosciamo nella natalità un nodo critico e importante della nostra società, ma perché proprio per i nuclei familiari con più figli si acuiscono i rischi di impoverimento. Anche in questo caso riteniamo che il compito delle istituzioni sia riconoscere e sostenere le famiglie con più figli, rimuovendo gli ostacoli che impediscono il pieno accesso ai servizi, individuando specifici strumenti di conciliazione e forme di sostegno nella determinazione delle rette e delle tariffe. Più in generale, il positivo confronto instaurato con l’Associazione famiglie numerose e con il Forum delle famiglie sta portando a studiare e progettare interventi che dovranno trovare attuazione nel corso della prossima legislatura.
  10. Riduciamo le distanze tra centri e periferie. In tutto il mondo assistiamo ad un aumento delle disparità tra aree urbane e aree rurali, interne e montane, tra centri e periferie delle città stesse. In Emilia-Romagna vogliamo contrastare questa tendenza per trovare un nuovo equilibrio, in primo luogo garantendo servizi e assistenza il più vicino possibile ai cittadini. Un passo avanti che stiamo facendo e continueremo a fare con la realizzazione delle Case della salute e degli Ospedali di comunità; con l’apertura di nuovi sportelli sociali, di punti Cup e con ambulatori infermieristici e specialistici; col sostegno alle farmacie di comunità, soprattutto nelle aree rurali, con la realizzazione di progetti di telemedicina; con un servizio di elisoccorso ancora più diffuso e potenziato. Stesso impegno per i servizi educativi, scolastici e per l’assistenza: stiamo sostenendo e sosterremo, ad esempio, l’apertura di nuovi servizi per l’infanzia in Appennino perché è essenziale che le giovani coppie restino o tornino a vivere in montagna. Anche per questo partirà il bando, rivolto proprio a loro, che sostiene l’acquisto o la ristrutturazione dell’abitazione in montagna. Siamo pronti a investire di più per chi vive lontano dai centri urbani, colmando con risorse pubbliche la differenza di costo che comporta assicurare i medesimi servizi in territori molto differenti. Perché il nostro obiettivo è questo: colmare i divari e assicurare a tutti uguali diritti e pari opportunità. Valorizzando identità e potenzialità dei singoli territori, vogliamo attivare nuovi processi di sviluppo, generare nuove imprese e nuova occupazione, garantire una maggiore qualità della vita a tutti i cittadini, ovunque essi abitino. Per questo, la prossima sarà la legislatura di pieno rilancio delle aree colpite dal sisma del 2012: essendo ormai completata o in fase conclusiva la ricostruzione delle abitazioni, delle imprese, delle opere pubbliche, dei beni storici e artistici, il nostro impegno è quello di dare nuova centralità a questa parte del territorio, cuore del tessuto produttivo e sociale dell’Emilia-Romagna. Un progetto di sviluppo d’area vasta, dunque, lungo l’asse cispadano, che restituisca centralità e protagonismo a quelle comunità in termini di infrastrutture e collegamenti, servizi ai cittadini e alle imprese. C’è chi vorrebbe dividere la nostra regione, noi lavoriamo per unirla ancora di più.

Emilia-Romagna: regione della sostenibilità

Vogliamo essere regione capofila nel cogliere gli obiettivi indicati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e quelli del Green New Deal della Commissione Europa, prevedendo la neutralità climatica entro il 2050 e il passaggio al 100% di energie rinnovabili entro il 2035.

Per questo vogliamo accelerare tutte le politiche di conversione verso la piena sostenibilità ambientale, economica e sociale, superando il conflitto tra lavoro e ambiente e valorizzando tutte le potenzialità e gli spazi che questo cambiamento offre ai giovani in termini di nuove opportunità di impiego, per passare alla piena e buona occupazione.

Dopo la positiva esperienza del Patto per il Lavoro sottoscritto nel 2015 con tutte le rappresentanze sociali ed istituzionali della regione, proporremo la condivisione di un Nuovo Patto per il Lavoro 2030 che abbia al centro il lavoro di qualità e la sostenibilità ambientale, a partire dalla lotta all’emergenza climatica. Vogliamo realizzare un grande piano di transizione verso il lavoro “pulito”, le energie rinnovabili, un’agricoltura resiliente al cambiamento climatico e l’economia circolare.

Vogliamo rafforzare le politiche per la qualità dell’aria con azioni coordinate per tutto il “bacino padano” con un nuovo piano di lotta all’inquinamento dell’aria che respiriamo. Strettamente legato a questo obiettivo è quello della mobilità sostenibile, accelerando nella “cura del ferro” – per aumentare il numero di persone che sceglie di muoversi in treno -, nell’investimento sul trasporto pubblico locale e sulla mobilità dolce, pedonale e ciclabile, finanziando nuove infrastrutture verdi.

Così come vogliamo accelerare la messa in sicurezza del territorio e aumentare la resilienza delle nostre comunità attraverso un piano pluriennale di investimenti in prevenzione del dissesto idrogeologico, ma anche grazie ad un’agricoltura sempre più digitale e innovativa, biologica e integrata, a tutela del suolo e della biodiversità.

Confermando e rafforzando il principio che abbiamo introdotto di “stop consumo di suolo”, anche in forza della maggior autonomia che abbiamo chiesto in materia di riqualificazione urbana, vogliamo potenziare gli interventi di rigenerazione attraverso il recupero delle aree e degli edifici più degradati delle città e delle periferie, con un’attenzione particolare alla qualità delle funzioni, all’offerta di nuovi alloggi di edilizia pubblica o convenzionata e alla sicurezza dei quartieri.

Un ambiente sostenibile, per tutti, oggi e domani, è il più grande atto di democrazia

Un passo avanti

  1. La manutenzione è prevenzione. Intendiamo raddoppiare le risorse per la cura dei fiumi, della costa e dei versanti. Siamo pronti a realizzare un grande piano triennale di messa in sicurezza del territorio, investendo di più anche nella manutenzione. Il nostro obiettivo è raddoppiare le risorse, passando da 50 a 100 milioni di euro in 5 anni. Faremo un passo avanti per garantire sicurezza al territorio anche attraverso un più forte coordinamento tra Agenzia per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, Agenzia per la prevenzione in ambito di ambiente ed energia (ARPAE), Consorzi di Bonifica e tutti gli enti del territorio che hanno la responsabilità di garantirne la salute. Un coordinamento volto non solo a far fronte alle emergenze, ma sempre più a monitorare il territorio ed elaborare programmi di previsione e prevenzione fondati sull’analisi dei big data, anche valorizzando le sinergie con l’Agenzia nazionale Italia Meteo che avrà sede a Bologna.
  2. Quattro milioni e mezzo di alberi in più. Pianteremo un albero per ogni abitante dell’Emilia-Romagna: quattro milioni e mezzo. Alberi che serviranno a creare “infrastrutture verdi” nelle città, a ripristinare l’ecosistema naturale in pianura e ad accrescere le aree boschive e le foreste dell’Appennino, nostra vera “riserva” naturale. Perché la lotta ai cambiamenti climatici passa anche dalla forestazione del nostro territorio: in Emilia-Romagna la superficie boschiva copre circa un terzo dell’intero territorio e noi vogliamo tutelare ed estendere questo grande polmone verde anche attraverso un nuovo Piano di previsione, prevenzione e lotta contro gli incendi. L’Agricoltura sarà protagonista di questo obiettivo: introdurremo una premialità nell’utilizzo dei fondi europei per lo Sviluppo Rurale per le aziende agricole che pianteranno 10 nuovi alberi per ettaro e lanceremo un piano per la castanicoltura da frutto nel nostro Appennino, sostenendo aziende e Consorzi che investiranno nei castagneti, rinnovando e rilanciando così una tradizione e una produzione secolare, che ha sempre avuto un ruolo fondamentale nell’economia montana e nella sua tradizione gastronomica. 
  3. Energie rinnovabili al 100% entro il 2035. In Emilia-Romagna i processi per un’economia sempre più sostenibile sono avviati, ma per ridurre radicalmente le emissioni in atmosfera serve uno sforzo eccezionale che parta dall’efficienza dei sistemi di trasporto, degli edifici pubblici e privati, delle imprese, accelerando in modo significativo il passaggio alle energie rinnovabili. Vogliamo più che raddoppiarne l’incidenza durante la legislatura, con l‘obiettivo di un utilizzo al 100% entro il 2035. Un passo avanti per una produzione elettrica sostenibile che sfrutti appieno le potenzialità del biometano, perfezioni i sistemi energeticamente passivi e i processi connessi all’accumulo di energia. Incentiveremo il trasporto pubblico e il trasporto elettrico, promuoveremo sperimentazioni sull’idrogeno, anche in connessione con il metano. Per muoverci tutti insieme nella stessa direzione costruiremo un sistema di offerta sostenibile con un forte protagonismo degli attori locali, dalle multiutilities alle imprese, e avvieremo un processo partecipativo che coinvolga i cittadini in comunità energetiche a scala locale.
  4. Mobilità sostenibile. Nei primi 100 giorni approveremo il PRIT 2025 (Piano regionale integrato dei trasporti), pienamente orientato alla mobilità sostenibile. Se in questa legislatura abbiamo sbloccato le principali infrastrutture ferme da troppo tempo e rinnovato il materiale rotabile su ferro, nei prossimi 5 anni vogliamo rinnovare tutti gli autobus (800 sono già finanziati) per avere un parco mezzi moderno, efficiente e sostenibile. Vogliamo estendere l’integrazione tariffaria a favore dei pendolari abbonati al servizio ferroviario regionale (oggi sono già 60.000 quelli non pagano più il bus) raddoppiando il numero dei beneficiari, con un’attenzione ulteriore agli studenti e alle famiglie numerose. Vogliamo diventare Regione apripista in Italia nella sfida della mobilità a emissioni zero. Per incentivare la mobilità elettrica prevediamo l’istallazione di 2.500 colonnine (oggi sono 500) per la ricarica di veicoli. Amplieremo di ulteriori 600 km la nostra rete di ciclabili, che ha oggi raggiunto la lunghezza complessiva di quasi 1.400 km, confermando l’Emilia-Romagna prima regione delle biciclette.
  5. Società per la manutenzione stradale. Con la riorganizzazione delle Province e i minori fondi provenienti dallo Stato, risulta sempre più urgente un piano adeguato di manutenzione delle strade dell’Emilia-Romagna. Per questo proponiamo la creazione di una società che si occupi della manutenzione stradale per tutto il territorio regionale, con fondi e personale certi. Uno strumento innovativo e di servizio che permetta agli enti locali di fare un passo avanti.
  6. Economia circolare, riciclo 100! Vogliamo ridurre tendenzialmente a zero i rifiuti da conferire in discarica o ai termovalorizzatori, assicurando nel tempo la piena autosufficienza e sostenibilità del nostro sistema regionale. Il primo obiettivo sarà ridurre la produzione di rifiuti a smaltimento in quanto tale, il secondo aumentare ulteriormente la qualità della raccolta differenziata, il terzo avviare a riuso o riciclaggio tutti i rifiuti e gli scarti prodotti. Con il nuovo Piano dei rifiuti regionale 2021-2026 e con la legge sull’economia circolare rafforzeremo le filiere produttive esistenti e ne creeremo di nuove, interessando tutti i settori; aumenteremo la qualità e la percentuale della raccolta differenziata, obiettivo 80% al 2025, ed estenderemo a tutti i comuni la tariffazione puntale; investiremo con le multiutility e le imprese in nuove tecnologie in grado di trattare al meglio il materiale differenziato. Promuoveremo inoltre laboratori permanenti di ricerca su scarti, materiali e processi che coinvolgano la Rete Alta Tecnologia, ARPAE, il Clust-er Energia Ambiente, le città e l’intero sistema produttivo per un diffuso Green New Deal dell’Emilia-Romagna e una nuova stagione di investimenti e sperimentazioni da condividere a livello nazionale, europeo e internazionale. È in questo quadro che la nostra Regione può ragionevolmente e progressivamente ridurre i tradizionali impianti (discariche e termovalorizzatori), prevedendone la chiusura quando giungono a fine vita o non servono più, come già sta avvenendo per l’inceneritore di Ravenna.
  7. Tutela delle acque. Attiveremo un Programma “Fiumi e mari sicuri e puliti” per la sicurezza e la manutenzione idraulica e per la pulizia dei fiumi e del mare, ricorrendo a progetti sperimentali e rafforzando “partnership” con i pescatori che hanno dimostrato di avere un ruolo importante nel ripristinare l’ambiente marino. Realizzeremo anche un grande Piano di Tutela delle Acque e Clima fondato sull’efficienza della rete, lo stoccaggio e il riuso, perché ogni goccia di acqua è preziosa e non va persa.
  8. Agricoltura e filiere agroalimentari sostenibili. Grazie ai quasi 200 progetti d’innovazione avviati, che hanno individuato le buone pratiche agricole sostenibili, faremo un passo avanti finanziando interventi per la loro massiccia diffusione in tutti i campi: nell’agricoltura di precisione, nel contrasto alle antibioticoresistenze ed alle nuove emergenze fitosanitarie, nel miglioramento della qualità delle acque, nell’irrigazione di precisione, nel recupero degli scarti agricoli e zootecnici, anche a fini energetici, nella tutela della biodiversità, nella ricerca di varietà resistenti mediante tecniche innovative non OGM. Puntiamo a superare il 25% dell’intera superficie agricola regionale coltivata con metodo biologico ed al 45% considerando anche la produzione integrata. Competere sulla qualità delle produzioni oggi significa essere all’avanguardia della sostenibilità, perché questo chiedono i consumatori in tutto il mondo. L’Emilia-Romagna ha inoltre il primato mondiale di prodotti Dop ed Igp agroalimentari. Forti di questo, abbiamo la possibilità e il dovere di guidare i processi di innovazione e sostenere investimenti in tecniche più sostenibili, perché solo così conquisteremo nuovi mercati, aumenteremo le opportunità di occupazione e la redditività delle imprese.
  1. Stop al consumo di suolo e rigenerazione urbana. La nuova legge urbanistica regionale ha introdotto due principi fondamentali: consumo di suolo a saldo zero e riuso del patrimonio edilizio esistente. A tre anni dalla sua approvazione, che ha già visto cancellati 50kmq di precedenti pianificazioni espansive, serve una verifica e un ulteriore passo avanti. Un passo avanti per la tutela dell’ambiente e la qualità delle città, che impedisca ad esempio la realizzazione di nuovi centri commerciali in territorio agricolo e ne le limiti ulteriormente la programmazione anche nella città urbanizzata. E un passo avanti, soprattutto, nella rigenerazione e riqualificazione urbana. Dopo il primo importante banco di prova dell’anno scorso – che ha visto 43 Comuni e Unioni accedere a 41 milioni di euro del primo bando regionale, mobilitando circa 100 milioni di investimenti per la rigenerazione di aree ed edifici – vogliamo fare un salto di qualità nella prossima legislatura: la richiesta di maggiore autonomia che abbiamo avanzato al governo nazionale è funzionale non solo ad avere norme più flessibili nel recupero edilizio, ma punta a costituire un Fondo unico regionale, con risorse certe e programmabili, per interventi di riqualificazione delle nostre città, che migliorino la qualità degli spazi pubblici e privati, le dotazioni ambientali e l’efficientamento energetico, le aree verdi e i servizi, il decoro e la sicurezza di centri e periferie.
  2. Educazione e Formazione alla sostenibilità. Gestione sostenibile delle risorse, paesaggi umani ed ecosistemi, ambiente e benessere, resilienza e sostenibilità urbana, economia circolare e green economy: saranno questi i temi che – attraverso la Rete regionale dell’educazione alla sostenibilità – porteremo nelle scuole dell’Emilia-Romagna per confrontarci con studenti e insegnanti sull’Agenda 2030 e sul nostro futuro. Un passo avanti dunque nell’educazione alla sostenibilità, ma anche nella formazione, introducendo in ogni percorso formativo finanziato dalla Regione moduli che ne declinino gli obiettivi formativi in termini di sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Emilia-Romagna: regione delle opportunità

L’Emilia-Romagna è una Regione in cui un tessuto produttivo di piccole e medie imprese e un tessuto urbano storico unico si fondono con nuovi settori ad alto potenziale di sviluppo e di nuova occupazione.

Pensiamo ai Big Data, ormai essenziali per il nuovo sviluppo economico e sociale: ebbene noi stiamo già adesso investendo sul futuro come nessun altro territorio in Italia e pochi in Europa.

L’EuroHpc ci consentirà di disporre di un’infrastruttura straordinariamente potente al servizio della crescita delle nostre università e dei nostri centri di ricerca, delle imprese e delle stesse famiglie dell’Emilia-Romagna e del Paese: la “Data Valley Europea” è una realtà che valorizza ricerca e competenze del nostro territorio per progettare lavoro, imprese e l’intera società di domani.

Che si tratti di mobilità, di salute, o di cambiamento climatico, vogliamo dotarci degli strumenti migliori perché il futuro passi da qui, e perché il cambiamento sia orientato al benessere della comunità e delle persone, prima che al solo profitto.

Nondimeno vogliamo continuare a investire sulle nostre vocazioni territoriali: Food Valley, Wellness Valley e Motor Valley, manifatturiero avanzato e servizi, agroalimentare e turismo, tutte realtà che ci proiettano nel mondo come territorio desiderabile e attrattivo di investimenti e di turisti.

Vogliamo essere la regione delle opportunità, che attrae giovani offrendo loro le migliori condizioni per crescere e studiare, per vivere e lavorare.

Una regione con più posti di lavoro di qualità e più imprese innovative e globali, che punta ad accrescere il valore aggiunto e a valorizzare i talenti e le idee.

“L’obiettivo è continuare ad essere all’avanguardia innovando con qualità.”

Un passo avanti

In questa prospettiva occorre un investimento rilevante nel diritto allo studio, nell’orientamento, nei servizi e nelle politiche attive per favorire una contrazione dell’inquietante fenomeno dei Neet (giovani che non studiano e non lavorano), da cui non siamo esenti: vogliamo ridurre del 20% in 5 anni il numero dei giovani improduttivi.

“Rendiamo i nostri figli il valore aggiunto dell’Emilia-Romagna di domani.”